Un percorso formativo tra pascoli d’alta quota, latte appena munto e il suono dei campanacci all’alba. Non è un sogno: è davvero possibile.

Attenzione: iscrizioni aperte fino al 14 giugno 2026 — solo 20 posti disponibili


C’è un momento, in malga, che non dimentichi mai. Quello in cui ti svegli ancora prima del sole, esci dalla porta di legno scricchiolante e il freddo pungente dell’alba ti accoglie con l’odore dell’erba bagnata e il tintinnio lontano di qualche campanaccio. Noi di Hegelo lo conosciamo bene: quando saliamo in quota e arriviamo davanti a una di queste strutture — con le loro forme essenziali, i prati che si perdono verso il cielo, le mucche che pascolano come se il tempo non esistesse — ci fermiamo sempre un momento in più del necessario. Perché le malghe sono presidi di un mondo che non vogliamo perdere. E sapere che qualcuno sta costruendo strumenti concreti per preservarle ci riempie di una gioia genuina. Questa è una di quelle notizie.

La Fondazione Mach apre le porte del mondo malgaro

La Fondazione Edmund Mach (FEM), in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, ha lanciato ufficialmente a maggio 2026 un percorso formativo tutto nuovo: il corso per gestore e operatore di malga. Un’iniziativa che si inserisce in un anno che l’ONU ha voluto dedicare proprio a questo universo: il 2026 è l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, un riconoscimento globale a chi ogni giorno presidia la montagna con il proprio lavoro silenzioso.

L’assessora provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, è stata chiara: “Il mantenimento delle malghe rappresenta un presidio fondamentale non solo dal punto di vista produttivo, ma anche paesaggistico, sociale e turistico.” Non sono parole vuote. Ogni malga che resiste in quota è un ecosistema che funziona: biodiversità, paesaggio curato, turismo autentico, filiera lattiero-casearia d’eccellenza. E oggi, con il clima che cambia e impone sfide sempre più impegnative — siccità d’alta quota, fioriture anticipate, prati che ingialliscono troppo presto — avere malgari preparati e competenti è diventato non solo auspicabile, ma strategico.

«Formare i conduttori delle malghe significa investire nella qualità delle produzioni, nella tutela del paesaggio e nella vitalità delle comunità alpine.»

— Assessora Giulia Zanotelli, PAT

Il corso forma due profili distinti. Il gestore di malga è la figura di responsabilità: conduce l’alpeggio nella sua totalità, con particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro. L’operatore di malga è chi vive il lavoro nel senso più concreto: gestione del bestiame, trasformazione del latte, benessere animale, igiene, conduzione quotidiana delle strutture.

Un calendario pensato per chi vuole davvero imparare

Il modello è esperienziale e immersivo: si impara facendo, si vive il ritmo della malga, si mettono le mani nel lavoro vero. Il programma si articola in tre fasi:

🔹 Fase 1 – Prima dell’estate: modulo propedeutico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

🔹 7–12 settembre 2026 – Malga Juribello (Val di Fiemme): una settimana sul campo, il cuore del corso. Gestione del bestiame, trasformazione del latte, vita e lavoro in quota.

🔹 Inizio ottobre 2026 – FEM, San Michele all’Adige: modulo tecnico in aula su igiene, aspetti sanitari, caseificazione e marketing delle produzioni tipiche.

Diventare Gestore di Malga: il corso della Fondazione Mach che (forse) ti cambia la vita

E se fosse il tuo momento per reinventarti?

Parliamoci chiaro: qui non stiamo solo raccontando una notizia istituzionale. Stiamo parlando di una vera opportunità di cambiare vita. Quante volte hai immaginato di lasciarti alle spalle l’open space, le notifiche compulsive, il traffico del lunedì mattina? Quante volte, in cima a un sentiero, guardando una malga con il fumo che sale dal camino, hai pensato “chissà com’è la vita di chi abita qui”?

Questo corso è una porta. Non l’unica e probabilmente non quella definitiva — il percorso del malgaro è lungo, fatto di anni e di stagioni — ma è un ingresso riconosciuto e strutturato, che ti dà basi concrete per muovere i primi passi in un settore che ha bisogno di forze fresche e idee nuove.

E non si tratta solo di romanticismo montanaro (anche se un po’ ci piace, ammettiamolo). La gestione di una malga è un’attività economica reale: c’è produzione casearia, filiera, turismo, agriturismo. Trentino Marketing ha evidenziato come le malghe siano tra i principali attrattori turistici del territorio — e chi sa comunicare il proprio lavoro ha davanti un mercato tutt’altro che di nicchia.

In prospettiva, il possesso di competenze certificate potrà essere un elemento premiante nell’accesso agli aiuti provinciali e — soprattutto — nell’affidamento degli alpeggi pubblici. Tradotto: chi si forma oggi parte avvantaggiato domani quando una malga viene messa a bando.

Cosa si impara

Si parte dalla gestione del bestiame — capire le greggi, governare il pascolo, riconoscere i segnali di salute degli animali — e si arriva alla trasformazione del latte, con i segreti della caseificazione d’alta quota che danno vita a prodotti come il Trentingrana, il Puzzone di Moena o il Vezzena. Nel mezzo: sicurezza sul lavoro, igiene e aspetti sanitari, conduzione delle strutture, e anche la comunicazione e il marketing dei prodotti tipici. Perché un ottimo formaggio che nessuno conosce è un’opportunità sprecata.

Diventare Gestore di Malga: il corso della Fondazione Mach che (forse) ti cambia la vita

La sede pratica è Malga Juribello, in Val di Fiemme: uno degli scorci più belli del Trentino, con le Dolomiti come sfondo e i prati di settembre che ancora offronto alla vista un verde quasi ipnotico. Questo posto è, in assoluto, di una delle nostre mete preferite e immancabili quando decidiamo di fare tappa a San Martino di Castrozza.

Non molto lontano da lì, ad esempio, abbiamo provato una delle experience più suggestive, lo Yoga a Passo Rolle, con la splendida istruttrice Elisa. Ma non divaghiamo.

Come iscriversi

Le iscrizioni si chiudono il 14 giugno 2026. La procedura è interamente online su www.fmach.it. Niente sportelli, niente burocrazia complicata.

Il corso è aperto sia a chi vuole iniziare da zero, sia a chi già opera in alpeggio e vuole un riconoscimento formale. Massimo 20 partecipanti, minimo 6 per avviare il corso. Una classe piccola intenzionalmente: non per sfornare certificati, ma per formare persone davvero preparate.

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento


FAQ

Chi può iscriversi?

Chiunque: sia chi vuole iniziare da zero, sia chi già lavora in alpeggio. Iscrizioni su www.fmach.it entro il 14 giugno 2026.

Qual è la differenza tra gestore e operatore di malga?

Il gestore si occupa della conduzione complessiva e della sicurezza. L’operatore si concentra sulle attività pratiche quotidiane: bestiame, latte, strutture.

Quanto dura il corso?

Tre fasi: un modulo sulla sicurezza (prima dell’estate), una settimana a Malga Juribello (7–12 settembre), un modulo tecnico alla FEM (inizio ottobre).

Il certificato ha un valore economico?

Sì. La PAT ha indicato che sarà un elemento premiante per l’accesso agli aiuti provinciali e nell’affidamento degli alpeggi pubblici.

Devo avere esperienza con gli animali?

No. Il corso è pensato anche per chi parte da zero. Serve però passione genuina per la montagna e la vita all’aria aperta.