Montelupo Fiorentino è uno di quei posti che in Toscana si attraversano senza fermarsi — venti minuti di treno da Firenze, sulla via per qualche altra meta più nota. Eppure è qui che, da otto secoli, generazioni di artigiani hanno fatto della maiolica una vera e propria identità del territorio, rendendo questo borgo uno dei centri ceramici più importanti della storia italiana.

In questo articolo vi portiamo dentro il laboratorio di Matteo Mirenda, ceramista di terza generazione che ha trasformato un’eredità di famiglia in un’esperienza che oggi arriva (letteralmente) in tutto il mondo. Lo abbiamo intervistato parlato del suo percorso, della storia di Montelupo, e di cosa significa custodire un mestiere antico restando, in fondo, una persona molto contemporanea.

Un ritorno, non un cambiamento

La prima cosa che ci ha colpito parlando con Matteo è che non racconta la sua storia come una svolta. Prima di essere ceramista lavorava nell’informatica, in una delle prime aziende italiane di e-commerce. Ci aspettavamo il classico racconto della fuga dalla scrivania per tornare alle radici, ma in realtà Matteo ci ha raccontato qualcosa di ancora più profondo:

Non è stato un cambiamento, è stato un passo naturale,” ci ha detto. “Per anni ho vissuto come se l’informatica fosse il mio futuro, però poi ho scoperto che era un mio grande hobby. Il voler essere ceramista era un sentimento dentro di me che era sempre rimasto sopito, che a un certo punto si è risvegliato.

E quell'”hobby” informatico non è stato buttato via ma è entrato nel mestiere. Oggi Matteo gestisce siti web, social e gestionali del laboratorio di famiglia, due mondi che molti considererebbero opposti, ma che in lui convivono con il discernimento di chi sa bene che la tecnologia, se usata a dovere, è uno strumento potentissimo per trasmettere e custodire saperi, tradizioni, valori.

Gli abbiamo chiesto anche cosa significhi avere una famiglia che fa ceramica da generazioni. Ci aspettavamo qualcosa sul peso dell’eredità ma, anche qui, ci ha sorpreso piacevolmente:

Pesare è un verbo che non ritengo adatto al mio contesto. Io questa eredità dal passato la ritengo più un dono, la consapevolezza che esiste un mestiere e una conoscenza plasmati nel corso dei secoli, e che ora è il mio turno di portare avanti e tramandare.

(sono queste risposte che rinvigoriscono in noi il piacere di portare avanti un progetto come Hegelo, ndr).

La Galleria Nuove Forme d’Arte di Matteo Mirenda

Montelupo: otto secoli di fuoco e argilla

Per capire cosa significa davvero “tramandare” in un posto come Montelupo, vale la pena fare un passo indietro. Le fornaci del borgo lavorano l’argilla da sempre, ma è nel Trecento che Montelupo inizia il suo sviluppo come centro ceramico, arrivando tra il 1490 e il 1540 a diventare uno dei luoghi più fecondi di tutta l’Europa mediterranea, come racconta Visit Tuscany.

Tra le diverse tecniche ceramiche, a Montelupo si è affermata soprattutto la maiolica, la ceramica smaltata a stagno che, tra Quattrocento e Cinquecento, ha reso questo borgo uno dei punti di riferimento europei per questa lavorazione. Il nome stesso ‘maiolica’ arriva dall’isola di Maiorca, importante centro di smistamento di ceramiche nel Medioevo, secondo quanto riportano Treccani e Wikipedia. Il processo tradizionale prevede più cotture: prima la base in terracotta, poi lo smalto bianco a stagno e la decorazione dipinta a mano, infine una cottura finale che fonde tutto in quei colori brillanti che hanno reso le ceramiche di Montelupo riconoscibili in tutta Europa.

Chi vuole vedere con i propri occhi questa storia può visitare il Museo della Ceramica del borgo: tre piani, duemila metri quadri, 1.200 maioliche esposte selezionate da una collezione di oltre 5.550 pezzi, con un percorso che va dalla fine del Duecento al Settecento. Il pezzo più celebre è il Rosso di Montelupo, un bacile del 1509 il cui pigmento rosso resta, ancora oggi, un mistero chimico irrisolto, come spiega Visit Tuscany.

E non è una tradizione da museo soltanto: da oltre trent’anni Montelupo celebra la Festa della Ceramica, che fino a poco tempo fa si teneva a giugno e dal 2025 si svolge invece a dicembre, animando le strade del borgo con mostre, installazioni e laboratori durante il periodo natalizio.

Matteo e l'Eredità di Montelupo: Decorare il Mondo, un Pezzo alla Volta

Essere tra i primi

Oggi le esperienze artigianali aperte ai visitatori si trovano ovunque, ogni città d’arte italiana ne offre decine. Ma quando Matteo ha cominciato, il panorama era molto diverso, e gliel’abbiamo chiesto direttamente.

Quando abbiamo cominciato, non esisteva quasi nessuno che facesse quello che facevamo noi nel senso in cui lo intendiamo oggi. Il mercato delle esperienze era agli albori. La mia idea era semplice: offrire ciò che mi sarebbe piaciuto ricevere viaggiando per il mondo.

Da quell’idea è nata l’esperienza che oggi potete scoprire su Hegelo. E rispetto a tutti gli altri che oggi offrono qualcosa di simile, Matteo non si nasconde dietro paragoni o confronti con i competitor, preferisce un dato concreto: “Per ora tutti quelli che son venuti sono rimasti molto soddisfatti.”

D’altra parte, questo lo aggiungiamo noi, nel mondo del turismo esperienziale, tramandare una tradizione non è una gara a chi attira più turisti curiosi, ma un impegno a garantire la massima qualità e a lasciare, nelle memorie del visitatore, una traccia indelebile di ciò che quella tradizione rappresenta per sé e per la comunità in cui si vive. E in questo Matteo e i membri del suo laboratorio, sono Maestri due volte.

Matteo e l'Eredità di Montelupo: Decorare il Mondo, un Pezzo alla Volta

Chi arriva a Montelupo, e perché

E a proposito di visitatori, ci siamo chiesti chi siano coloro che hanno il piacere di entrare nella bottega di Matteo: con nostra piacevole sorpresa, questi vengono soprattutto dall’estero: americani, inglesi, australiani, nordeuropei. Persone che a Firenze hanno già visto gli Uffizi e le altre meraviglie che la città ha da offrire, ma che poi cercano qualcosa che non si esaurisca in una semplice foto.

Cercano qualcosa che si portino a casa non come souvenir, ma come ricordo vivo” ci ha raccontato Matteo.

Difatti, il laboratorio di Matteo non si limita a produrre souvenir di qualità superiore. Durante l’esperienza si insegna anche la tecnica di tornitura specifica di Montelupo, così chi la impara qui può portarla nel mondo, magari integrandola con quello che già conosce. Una piccola, concreta forma di trasmissione che va oltre il singolo pezzo di ceramica, contribuendo a a diffondere i “Saperi Vivi Italiani” che noi di Hegelo abbiamo l’ambizione di far conoscere attraverso il nostro ATLANTE, sviluppato da poco ma in costante aggiornamento.

E poi ci sono gli aneddoti che restano. Quando gli abbiamo chiesto se ce ne fosse uno in particolare, ha raccontato: “Una volta ha fatto l’esperienza un principe! Fa ridere, perché noi consideriamo tutti i nostri ospiti re e regine — ma in questo caso lo era davvero.

Una fotografia, prima della spedizione

C’è un dettaglio nel modo di lavorare di Matteo che, parlandoci, mi ha detto più di tante altre risposte. Ogni pezzo realizzato durante l’esperienza viene cotto, smaltato, rifinito — un processo di 7-10 giorni — e poi spedito in tutto il mondo. Ma prima di spedirlo, Matteo fa una foto e la manda al futuro proprietario.

Faccio un sacco di foto ai prodotti che vengono realizzati e le mando ai loro futuri proprietari come anteprima, è sempre una bellissima sorpresa!” E sul modo in cui resta in contatto con le persone, niente automatismi: “Se si vuole parlare con me, o via email oppure via WhatsApp, perché adoro il contatto diretto con le persone.

In un’epoca di risposte automatiche, è un dettaglio apparentemente piccolo. Ma è lo stesso spirito con cui, secoli fa, un artigiano di Montelupo decorava un piatto sapendo che sarebbe finito sulla tavola di qualcuno.

Matteo e l'Eredità di Montelupo: Decorare il Mondo, un Pezzo alla Volta

Il futuro, con la stessa argilla

Al Museo della Ceramica di Montelupo ci sono pezzi di centinaia di anni fa. L’ultima domanda che abbiamo fatto a Matteo riguardava proprio il futuro del mestiere, e anche qui ha risposto con la lucidità di chi ha già visto i cicli cambiare:

Il mio mestiere ha avuto alti e bassi, ma se ci sono testimonianze così antiche vuol dire che con la buona forza di volontà può resistere a tutte le sfide. Il futuro è sicuramente incerto, l’unica cosa che vedo certa è che questo mestiere lo voglio fare ancora per molto tempo.

Matteo e l'Eredità di Montelupo: Decorare il Mondo, un Pezzo alla Volta
Foto: Museo della Cercamica di Montelupo – https://museomontelupo.it/

Perché dovreste esserci

Ci sono esperienze che restano un ricordo, e ce ne sono altre che diventano un oggetto, qualcosa che resta sulla vostra tavola, che usate, che guardate ogni giorno.

Il corso di Matteo dura due ore, a Montelupo Fiorentino, a venti minuti di treno da Firenze. Si entra in un laboratorio di ceramica vero, attivo, a conduzione familiare, non una vetrina per turisti. Si impara a lavorare l’argilla al tornio, con la tecnica tradizionale della maiolica, fino a creare un pezzo personale. Poi quel pezzo viene cotto, smaltato e spedito a casa, ovunque siate nel mondo.

Non portate a casa un souvenir. Portate a casa un pezzetto di una tradizione che dura da secoli e la prova che, per due ore, avete contribuito anche voi a decorare il mondo.


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FAQ

Cos’è la maiolica di Montelupo?

È una tecnica ceramica a smalto bianco di stagno che si è affermata a Montelupo Fiorentino tra Quattrocento e Cinquecento, rendendo questo borgo toscano uno dei centri ceramici più importanti d’Europa. Il processo prevede più cotture e decorazioni dipinte a mano, con colori brillanti e motivi tradizionali ancora oggi riconoscibili.

Chi è Matteo Mirenda?

Matteo è un ceramista di terza generazione del laboratorio La Galleria Nuove Forme d’Arte di Montelupo Fiorentino. Dopo un’esperienza nel settore informatico, ha unito le competenze digitali alla tradizione ceramica di famiglia, portando l’artigianato di Montelupo a clienti in tutto il mondo.

Cosa si fa durante il corso di ceramica con Matteo?

Il corso dura due ore e si svolge nel laboratorio attivo di Matteo a Montelupo Fiorentino. Si impara a lavorare l’argilla al tornio con le tecniche tradizionali della maiolica, fino a realizzare un pezzo personale che viene poi cotto, smaltato e spedito direttamente a casa.

Dove si trova Montelupo Fiorentino e come si arriva da Firenze?

Montelupo Fiorentino si trova a circa 20 minuti di treno da Firenze, lungo la linea per Pisa, con stazione a Montelupo-Capraia a pochi minuti a piedi dal centro.

È necessaria esperienza ceramica per partecipare?

No. Il corso è adatto a tutti i livelli, dai principianti agli esperti, e Matteo adatta l’insegnamento alle capacità di ogni partecipante.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il pezzo realizzato durante il corso?

Il processo di cottura e finitura richiede circa 7-10 giorni. Il pezzo viene poi spedito in tutto il mondo, con tempi di arrivo di 2-3 settimane a seconda della destinazione.